L'analisi del testo si fa in sei passi: leggi il brano due volte, ne scrivi la parafrasi (poesia) o il riassunto (prosa), inquadri autore e contesto, analizzi forma e contenuto, interpreti il testo collegandolo all'opera dell'autore e a quello che hai studiato, e alla fine ricontrolli di aver risposto a tutte le richieste della traccia. Alla maturità è la tipologia A della prima prova e si divide in tre momenti: comprensione, analisi e interpretazione.
Qui sotto trovi il metodo passo per passo, uno schema separato per la poesia e per la prosa, un esempio svolto su tre versi di Leopardi, come si organizzano le sei ore della prima prova e gli errori che costano più punti.
Che cos'è l'analisi del testo
È la lettura guidata di un testo, di solito letterario, in cui spieghi che cosa dice, come lo dice e perché lo dice così. Non è un riassunto con qualche commento: il riassunto risponde a "che cosa c'è scritto", l'analisi risponde anche a "con quali mezzi" e "con quale effetto".
Non va confusa con l'analisi grammaticale, logica o del periodo, che scomponi frase per frase. Qui lavori su un brano intero e sui suoi significati.
Le richieste della traccia si dividono quasi sempre in tre livelli:
| Livello | Domanda | Che cosa scrivi |
|---|---|---|
| Comprensione | Che cosa dice il testo? | Parafrasi o riassunto, tema centrale, parole difficili spiegate |
| Analisi | Come è costruito? | Metrica, figure retoriche, lessico, sintassi, narratore, tempo e spazio |
| Interpretazione | Che senso ha? | Collegamenti con l'autore, il periodo, altri testi e la tua opinione motivata |
Come si fa l'analisi del testo in sei passi
- Leggi il testo due volte. La prima volta senza penna, per farti un'idea di insieme. La seconda sottolinei le parole che non conosci e i punti che ti sembrano importanti. Se la traccia ha le domande, leggile dopo la prima lettura, non prima.
- Fai la parafrasi o il riassunto. Per una poesia riscrivi i versi in prosa, con parole tue e nell'ordine normale. Per un brano in prosa scrivi un riassunto breve. Se non riesci a farlo, non hai ancora capito il testo: torna al passo 1.
- Inquadra il testo. Annota autore, titolo, anno, genere, corrente e il punto dell'opera in cui compare il brano. Basta una riga per voce, ma ti serve per l'interpretazione.
- Analizza forma e contenuto. Usa gli schemi qui sotto, uno per la poesia e uno per la prosa. Per ogni elemento che nomini devi spiegare l'effetto.
- Interpreta. Collega i risultati dell'analisi al tema centrale, alla poetica dell'autore e a un altro testo o a un fatto storico che conosci.
- Ricontrolla la traccia. Per ogni domanda numerata verifica di aver risposto a tutto quello che chiedeva e di aver rispettato i limiti di lunghezza, se ci sono.
Analisi del testo poetico: che cosa guardare
Quando analizzi una poesia, procedi dal suono al significato.
| Elemento | Domande da farti | Esempi |
|---|---|---|
| Metrica | Che tipo di versi? Ci sono rime? Che schema? | endecasillabi, settenari, versi sciolti, rima baciata (AABB), alternata (ABAB) |
| Figure di suono | Quali suoni si ripetono? | allitterazione, assonanza, onomatopea |
| Figure di significato | Quali immagini sostituiscono il significato letterale? | metafora, similitudine, metonimia, sineddoche, analogia, sinestesia, ossimoro |
| Figure d'ordine | Come sono disposte le parole? | anafora, anastrofe, iperbato, enjambement, climax |
| Lessico | Parole rare, concrete, astratte? Che registro? | aulico, medio, colloquiale |
| Sintassi | Frasi brevi o lunghe? | paratassi (frasi coordinate), ipotassi (frasi subordinate) |
| Temi | Di che cosa parla davvero? | il tempo, la natura, il dolore, la memoria |
La regola più importante: non basta nominare una figura retorica, devi dire che cosa fa. "Nel verso 3 c'è un enjambement" vale poco. "L'enjambement separa le due parti della frase e dà al lettore la sensazione dello spazio che si apre" vale molto di più.
Se la figura non la ricordi, descrivila: una spiegazione corretta di un'immagine vale più di un nome sbagliato.
Analisi del testo in prosa: che cosa guardare
Per un brano narrativo cambiano gli strumenti, ma il metodo resta lo stesso.
| Elemento | Domande da farti |
|---|---|
| Sequenze | Il brano racconta, descrive, riflette o riporta un dialogo? Come si alternano? |
| Narratore | È un narratore esterno o interno? Parla in prima o in terza persona? |
| Focalizzazione | Vediamo tutto (zero), solo quello che sa un personaggio (interna) o solo ciò che si vede da fuori (esterna)? |
| Tempo | L'ordine è cronologico? Ci sono flashback (analessi) o anticipazioni (prolessi)? Il tempo del racconto è più lungo o più breve di quello della storia? |
| Spazio | Dove si svolge la scena? Gli ambienti hanno un valore simbolico? |
| Personaggi | Come sono presentati: con descrizioni, azioni, parole? |
| Discorso | Diretto, indiretto o indiretto libero? |
| Stile | Frasi lunghe o brevi? Che registro? Ci sono ripetizioni, similitudini, ironia? |
Per un testo di Verga, per esempio, l'indiretto libero e la voce del narratore che si mescola a quella del paese sono quasi sempre il cuore dell'analisi. Per Pirandello o Svevo spesso conta di più la focalizzazione interna.
Un esempio svolto: Leopardi, "L'infinito", versi 1-3
Il testo:
Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Parafrasi. Questo colle solitario mi è sempre stato caro, e anche questa siepe, che per una larga parte impedisce allo sguardo di vedere l'orizzonte lontano.
Inquadramento. Giacomo Leopardi, "L'infinito", composto nel 1819 e raccolto nei Canti, nel gruppo degli Idilli. La poesia è in endecasillabi sciolti, cioè versi di undici sillabe senza rime.
Analisi.
- Ordine delle parole. "Sempre caro mi fu" è una inversione (anastrofe): l'ordine normale sarebbe "questo colle solitario mi fu sempre caro". Mettere "Sempre caro" in apertura dà peso al sentimento prima ancora del luogo.
- Lessico. "Ermo" (solitario) e "guardo" (sguardo) sono parole letterarie, non del parlato. Creano un tono alto e raccolto.
- Deittici. "Quest'ermo colle" e "questa siepe" indicano cose vicine, che il poeta vede mentre scrive. Il luogo è reale e davanti a lui.
- Enjambement. Il verso 2 finisce con "parte" e la frase continua nel verso 3. Il lettore deve passare al verso successivo per completare l'immagine, e quel passaggio imita il guardo che si allarga oltre la siepe.
- Il tempo. "Fu" e "sempre" dicono che l'affetto per quel luogo viene dal passato e dura ancora.
Interpretazione. Già nei primi tre versi compare il meccanismo di tutta la poesia: un ostacolo (la siepe) che esclude lo sguardo diventa il punto di partenza dell'immaginazione. Dal verso 4 il poeta immagina gli spazi "di là da quella" e il pensiero si perde nell'infinito. Il tema si collega al pensiero di Leopardi sul rapporto tra limite e desiderio, che di solito studi insieme allo Zibaldone e alla teoria del piacere.
Ogni osservazione ha tre parti: l'elemento (enjambement), dove si trova (versi 2-3), che effetto produce (apre lo spazio). All'esame fai lo stesso lavoro su un testo più lungo.
L'analisi del testo alla maturità: la tipologia A
Nella prima prova della maturità 2027, mercoledì 16 giugno, hai fino a sei ore e sette tracce: due di tipologia A, tre di tipologia B e due di tipologia C. La A è "Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano". Le altre due tipologie le trovi in come fare un testo argomentativo. Per date e struttura dell'esame vedi Maturità 2027: come prepararsi.
Una traccia di tipologia A ha di solito questa forma:
- una breve presentazione dell'autore e del testo;
- il brano, spesso con i versi o le righe numerate;
- una serie di domande numerate di comprensione e analisi;
- una consegna finale di interpretazione, in cui sviluppi un commento con approfondimenti.
La griglia di valutazione nazionale assegna fino a 60 punti con indicatori generali (organizzazione del testo, correttezza, lessico, conoscenze e giudizi critici) e fino a 40 punti con indicatori specifici. Per la tipologia A gli indicatori specifici sono quattro: rispetto dei vincoli della consegna, comprensione del testo, puntualità dell'analisi lessicale, sintattica, stilistica e retorica, interpretazione corretta e articolata. Il totale in centesimi viene diviso per 5 per ottenere il voto in ventesimi.
Tradotto in pratica: metà degli indicatori specifici riguarda comprensione e analisi, cioè le risposte alle domande numerate. Un'interpretazione bellissima non compensa risposte imprecise.
Un modo ragionevole per dividere le sei ore, da adattare a te:
| Fase | Tempo indicativo |
|---|---|
| Lettura delle tracce e scelta | 30 minuti |
| Lettura del brano e parafrasi o riassunto di appoggio | 30 minuti |
| Risposte alle domande di comprensione e analisi | 100 minuti |
| Interpretazione e commento | 90 minuti |
| Bella copia | 60 minuti |
| Rilettura finale | 50 minuti |
La scelta della traccia conta più di quanto sembra. Scegli la A solo se riconosci l'autore o se il tipo di testo ti è familiare. Se non lo riconosci e non hai mai analizzato testi, una B o una C è spesso più sicura.
Gli errori che fanno perdere più punti
- Parafrasare male o saltare la parafrasi: è la base di tutto il resto.
- Elencare figure retoriche senza spiegarne l'effetto.
- Rispondere a più cose di quelle chieste, o a meno. Rileggi la domanda numerata prima di scrivere.
- Non rispettare i limiti di lunghezza indicati nella traccia.
- Interpretare senza prove dal testo: ogni opinione deve appoggiarsi a un verso o a una frase.
- Fare un'interpretazione generica sull'autore ("era molto pessimista") invece di collegarla a questo brano.
- Non lasciare tempo per la rilettura. Un errore di ortografia pesa, uno di comprensione pesa molto di più.
Come allenarti nelle settimane prima della prova
Ti servono tre cose, non di più.
- Simulazioni a tempo. Prendi le tracce di tipologia A delle prime prove degli anni passati, pubblicate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, e svolgile con il timer. Una al mese all'inizio, una ogni due settimane da aprile.
- Un quaderno degli strumenti. Metti insieme le venti figure retoriche e metriche che usi più spesso, ognuna con una definizione in una riga e un esempio.
- Una scheda per autore. Per ogni autore del programma scrivi data di nascita e di morte, opere principali, tre temi e una caratteristica di stile. In due righe sai come inquadrare un brano che non hai mai visto.
Le schede e le definizioni vanno ripassate a intervalli e non di colpo. Se vuoi un metodo, leggi richiamo attivo e ripetizione dilazionata. Per capire meglio un testo che ti sembra difficile ti serviranno anche le tecniche della guida come migliorare la comprensione del testo, e per scrivere la sintesi di appoggio quelle di come fare un riassunto.
Dove può aiutarti StudyPDF
StudyPDF non scrive l'analisi al posto tuo e non corregge i tuoi elaborati. Ti aiuta sulla parte che di solito manca: avere sotto mano e ricordare bene quello che hai studiato.
- Carichi le dispense, le pagine dell'antologia o gli appunti su un autore e crei dai tuoi materiali un riassunto con le pagine citate, così controlli da dove viene ogni informazione.
- Crei flashcard per figure retoriche, metrica e schede autore, e un quiz per verificare se le ricordi davvero.
- Chiedi a Bo, il tutor dell'app, dove il tuo materiale parla di un tema, per esempio che cosa dicono le tue dispense sull'indiretto libero in Verga. La risposta arriva dai tuoi file, con la pagina da aprire.
Il piano gratuito include circa quattro materiali a settimana. L'analisi vera, quella che scrivi tu in aula, resta tua: l'app serve a non arrivarci con lacune nelle conoscenze.
Domande frequenti
Quanto deve essere lunga un'analisi del testo?
Dipende dalla traccia. Alla maturità le risposte alle domande numerate sono di solito brevi e mirate, mentre l'interpretazione finale è più ampia. Se la traccia indica una lunghezza, rispettala. Se non la indica, scrivi quanto serve per rispondere in modo completo: due o tre frasi ben costruite per ogni domanda, uno o due paragrafi per l'interpretazione.
La parafrasi è obbligatoria?
Solo se la traccia la chiede. Farla a margine, per te, è comunque il modo più rapido di controllare di aver capito il testo.
Che differenza c'è tra analisi e commento?
L'analisi descrive come è fatto il testo (forma e contenuto). Il commento, o interpretazione, spiega che cosa significa e lo collega all'autore, al periodo e ad altri testi. Servono tutti e due.
Si può usare il dizionario alla prima prova?
Sì, ma solo il dizionario di italiano. Quello dei sinonimi e dei contrari alla prima prova di norma non è ammesso, e qualche guida parla di un permesso della commissione: non contarci. Le regole le conferma ogni anno il Ministero, quindi controlla quelle dell'anno in cui sostieni l'esame.
