Un testo argomentativo si fa in sei parti: presenti il problema, dichiari la tua tesi, la sostieni con due o tre argomenti, riporti l'antitesi (cioè l'opinione contraria), la confuti e chiudi con una conclusione che ribadisce la tesi. Prima di scrivere prepari una scaletta con queste sei voci, poi sviluppi un paragrafo per ogni voce e colleghi i paragrafi con connettivi chiari come "in primo luogo", "tuttavia" e "quindi". Se segui questo schema, il testo regge anche quando l'argomento non ti piace.
Qui sotto trovi la scaletta spiegata parte per parte, un metodo in sette passi con i tempi, una tabella di connettivi, un esempio breve svolto e le differenze tra il testo argomentativo della maturità (tipologia B e C) e quello dell'esame di terza media.
È un testo in cui sostieni un'opinione su un problema e provi a convincere chi legge con ragionamenti e prove. La parola chiave è "sostieni": non basta dire che cosa pensi, devi mostrare perché è ragionevole pensarlo.
La differenza con gli altri testi che scrivi a scuola è semplice:
| Tipo di testo | Scopo | Domanda a cui risponde |
|---|
| Espositivo | Informare | Come stanno le cose? |
| Argomentativo | Convincere | Che cosa ne penso e perché ho ragione? |
| Narrativo | Raccontare | Che cosa è successo? |
"Tema argomentativo" e "testo argomentativo" a scuola indicano quasi sempre la stessa cosa: un tema in cui devi prendere posizione. Il metodo è identico.
Questa è la struttura classica. Le proporzioni sono indicative e pensate per un testo di quattro o cinque paragrafi.
| Parte | Che cosa scrivi | Spazio indicativo |
|---|
| 1. Problema | La questione e perché è importante oggi | 10 % |
| 2. Tesi | La tua posizione, in una frase chiara | 5 % |
| 3. Argomenti | Due o tre ragioni, ognuna con una prova | 40 % |
| 4. Antitesi | L'obiezione più forte alla tua tesi | 15 % |
| 5. Confutazione | Perché l'obiezione non basta | 15 % |
| 6. Conclusione | La tesi ribadita, con una riflessione finale | 15 % |
1. Il problema
Apri presentando la questione: di che cosa si discute, chi riguarda, perché se ne parla. Puoi partire da un dato, da un fatto di cronaca o da una domanda. Evita le frasi vuote come "Fin dall'antichità l'uomo si è sempre chiesto...".
2. La tesi
Una frase, al massimo due, alla fine dell'introduzione. Deve essere netta: "Penso che i compiti per le vacanze vadano ridotti, non aboliti" è una tesi. "È un tema molto complesso con pro e contro" non lo è.
3. Gli argomenti a favore
Un paragrafo per argomento. Ogni paragrafo ha la stessa forma: affermi l'argomento, lo sostieni con una prova, spieghi perché la prova conferma la tesi. Le prove possono essere di vari tipi:
- dati e fatti verificabili;
- esempi concreti, anche dalla tua esperienza;
- il parere di un esperto o di un autore che hai studiato;
- un ragionamento logico (se A, allora B).
Due argomenti ben sviluppati valgono più di cinque appena accennati.
4. L'antitesi
Riporta l'opinione contraria in modo onesto, nella sua versione più forte. Se scegli un'obiezione debole solo per smontarla facilmente, chi corregge se ne accorge.
5. La confutazione
Spiega perché l'antitesi non regge del tutto. Puoi mostrare che si basa su un dato sbagliato, che vale solo in alcuni casi o che i suoi vantaggi sono minori dei costi. A volte la mossa migliore è una concessione: "È vero che..., però...".
6. La conclusione
Riprendi la tesi con parole diverse e aggiungi una riflessione: una proposta, una conseguenza, una domanda aperta. Non introdurre argomenti nuovi.
Ecco il procedimento completo, con i tempi per una prova in classe di due ore. Se hai più tempo, allunga in proporzione soprattutto la fase di revisione.
- Leggi la traccia due volte e sottolinea le richieste (5 minuti). Cerca le parole che ti dicono che cosa fare: "esprimi la tua opinione", "discuti", "argomenta".
- Butta giù le idee senza ordine (10 minuti). Tutto quello che ti viene in mente, a favore e contro.
- Scegli la tesi (2 minuti). Prendi la posizione per cui hai più argomenti, non quella che ti sembra più "giusta".
- Fai la scaletta (10 minuti). Le sei voci della tabella sopra, con una o due parole chiave per ciascuna.
- Scrivi la brutta copia (55 minuti). Un paragrafo per voce della scaletta.
- Rileggi e correggi (20 minuti). Controlla che ogni paragrafo sostenga la tesi, poi ortografia e punteggiatura.
- Ricopia in bella (18 minuti). Se il tempo stringe, assicurati di arrivare fino alla conclusione: un testo senza fine perde più punti di uno con qualche correzione.
I connettivi sono le parole che mostrano il filo del ragionamento. Alla maturità la loro scelta è perfino uno dei criteri della griglia di valutazione della tipologia B.
| Funzione | Connettivi |
|---|
| Introdurre la tesi | secondo me, a mio parere, ritengo che, sono convinto che |
| Ordinare gli argomenti | in primo luogo, in secondo luogo, inoltre, infine |
| Portare una prova | infatti, per esempio, come dimostra, lo conferma |
| Introdurre l'antitesi | qualcuno potrebbe obiettare che, è vero che, d'altra parte |
| Confutare | tuttavia, eppure, ciononostante, ma in realtà |
| Spiegare una conseguenza | quindi, perciò, di conseguenza, ne deriva che |
| Concludere | in conclusione, per questi motivi, in definitiva |
Un consiglio pratico: usa "quindi" e "infatti" solo quando c'è davvero un rapporto di causa o di prova. Messi a caso, fanno sembrare il ragionamento più debole.
Traccia: "I compiti per le vacanze estive andrebbero aboliti? Esprimi la tua opinione."
La scaletta:
- Problema: ogni estate si discute se i compiti servano o tolgano solo tempo al riposo.
- Tesi: vanno ridotti e cambiati, non aboliti.
- Argomento 1: tre mesi senza esercizio fanno dimenticare parte di quanto imparato.
- Argomento 2: compiti brevi e mirati abituano a organizzarsi da soli.
- Antitesi: le vacanze servono a riposare e i compiti creano stress.
- Confutazione: vero per i compiti lunghi e ripetitivi, non per pochi esercizi ben scelti.
- Conclusione: meno compiti, più letture e ripasso mirato.
Il testo:
Ogni giugno torna la stessa domanda: i compiti per le vacanze servono davvero o rubano solo l'estate? Secondo me non vanno aboliti, ma ridotti e ripensati.
In primo luogo, tre mesi senza alcun esercizio fanno perdere una parte di ciò che si è imparato. Chi a settembre ha dovuto ripassare da capo le equazioni lo sa bene. Inoltre, pochi compiti da gestire da soli insegnano a organizzare il tempo, una capacità che servirà ben oltre la scuola.
Qualcuno potrebbe obiettare che le vacanze servono a riposare e che i compiti creano solo ansia. È vero, se si tratta di pagine e pagine di esercizi tutti uguali. Tuttavia, venti minuti al giorno di letture o di ripasso mirato non tolgono l'estate a nessuno.
In conclusione, il problema non sono i compiti, ma la loro quantità. Meno schede ripetitive e più letture scelte renderebbero l'estate più leggera e settembre meno faticoso.
Sono circa 150 parole: un testo d'esame sarà più lungo, ma lo scheletro è lo stesso. Ogni argomento qui occupa due frasi; in un compito vero diventa un paragrafo con una prova più ricca.
Nella prima prova della maturità il testo argomentativo compare in due delle tre tipologie. Secondo il quadro di riferimento del Ministero dell'Istruzione e del Merito, le tracce sono sette e la prova dura sei ore:
| Tipologia | Che cosa chiede | Tracce |
|---|
| A | Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano | 2 |
| B | Analisi e produzione di un testo argomentativo | 3 |
| C | Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità | 2 |
Tipologia B: prima capisci, poi argomenti
La tipologia B ti dà un testo d'appoggio, un articolo o un brano di saggio. Prima devi comprenderlo: individuare la tesi dell'autore, gli argomenti a favore e contro, la struttura. Solo dopo scrivi il tuo testo argomentativo, in cui prendi posizione sulla tesi dell'autore usando anche quello che hai studiato.
La griglia ministeriale assegna fino a 60 punti con indicatori generali (organizzazione, coesione, lessico, correttezza, conoscenze, giudizi personali) e fino a 40 punti con indicatori specifici. Per la tipologia B gli indicatori specifici sono tre: individuare correttamente tesi e argomentazioni del testo proposto, sostenere un ragionamento coerente usando connettivi pertinenti e usare riferimenti culturali corretti. Il totale in centesimi viene poi diviso per 5 e arrotondato, per arrivare al voto in ventesimi.
Tradotto: se sbagli a individuare la tesi dell'autore, perdi punti prima ancora di iniziare il tuo testo. Rileggi il brano almeno due volte e scrivi la tesi dell'autore in una riga prima di rispondere alle domande.
Tipologia C: il tema di attualità
La tipologia C parte da un problema vicino alla tua esperienza, a volte con un breve testo di spunto. Puoi dover dare un titolo al testo e dividerlo in paragrafi titolati. Qui la scaletta in sei parti funziona benissimo: i titoli dei paragrafi possono essere proprio le voci della scaletta, riformulate.
Se ti stai preparando alla maturità, trovi un percorso completo nella pagina maturità con l'IA.
Anche la prova di italiano dell'esame di terza media può contenere un testo argomentativo. Il decreto ministeriale 741/2017 prevede tre tipologie di tracce: testo narrativo o descrittivo, testo argomentativo e comprensione e sintesi di un testo. Per il testo argomentativo la traccia deve darti indicazioni di svolgimento, quindi leggi bene le domande guida: spesso sono già una scaletta. Scegli una traccia tra tre e la prova dura al massimo quattro ore.
A quell'età si chiede soprattutto chiarezza: una tesi, due argomenti con esempi presi dalla tua vita o dalle materie studiate, un'obiezione e una conclusione. Il resto della preparazione lo trovi nella guida su come prepararsi all'esame di terza media.
- Nessuna tesi, o una tesi che cambia a metà testo.
- Argomenti senza prove: "è giusto perché è così".
- Antitesi assente o troppo debole.
- Un elenco di frasi slegate, senza connettivi.
- Uscire dalla traccia per parlare di quello che si sa meglio.
- Conclusione che aggiunge un argomento nuovo invece di chiudere.
- Tono aggressivo o generalizzazioni come "tutti i giovani" e "nessuno ormai".
StudyPDF non scrive il tema al posto tuo e non lo corregge. Ti aiuta in una parte diversa: avere argomenti e riferimenti culturali pronti quando ti servono. Un testo argomentativo forte, soprattutto alla maturità, si basa su quello che hai studiato in storia, letteratura ed educazione civica.
Carichi i tuoi appunti, le slide dei prof o le foto delle pagine del libro e crei dai tuoi materiali:
- flashcard con date, autori e concetti da citare;
- quiz per verificare che ricordi davvero quello che vuoi usare come prova;
- mappe concettuali per vedere come un argomento si collega agli altri.
Ogni domanda indica da quale dei tuoi materiali viene, così puoi controllare. Il piano gratuito include circa quattro materiali a settimana.
Quanto deve essere lungo un testo argomentativo?
Dipende dalla traccia e dalla prova. Se la traccia indica una lunghezza, rispettala. Altrimenti, per un compito in classe alle superiori, quattro o cinque paragrafi sono una misura comune. Conta di più che ogni paragrafo abbia una funzione chiara.
Si può scrivere in prima persona?
Sì, soprattutto nella tesi ("secondo me", "ritengo che"). Nel corpo del testo, però, gli argomenti convincono di più se si appoggiano su fatti ed esempi e non solo sul tuo gusto personale.
Quante antitesi bisogna mettere?
Una ben sviluppata basta quasi sempre. Due possono servire in un testo lungo, ma ciascuna deve avere la sua confutazione.
Che differenza c'è tra testo argomentativo ed espositivo?
Il testo espositivo informa senza prendere posizione. L'argomentativo prende posizione e la difende. La tipologia C della maturità li unisce: esponi un problema e intanto ragioni in modo critico.
Come si inizia un testo argomentativo?
Con il problema, non con la tesi. Una domanda, un dato o un fatto recente funzionano bene. La tesi arriva alla fine dell'introduzione, dopo che chi legge ha capito di che cosa si parla. Per allenarti a tenere a mente gli argomenti, aiutano il richiamo attivo e un buon metodo di studio.