Per fare uno schema leggi un paragrafo per intero, individua l'idea principale e scrivila in cima al foglio. Sotto, elenca in poche parole i punti che la reggono, uno per riga, con rientri crescenti per i dettagli. Usa frasi nominali di tre o quattro parole, numeri o frecce per i collegamenti e lascia fuori gli esempi lunghi. Uno schema ben fatto occupa un decimo del testo e si legge in due minuti. Poi lo usi per ripetere: lo copri, ricostruisci a voce o per iscritto e controlli.
Qui sotto vedi che tipo di schema scegliere (lineare, ad albero o tabella), quando conviene una mappa concettuale o una mappa mentale invece di uno schema, sette passi per costruirlo e un esempio svolto partendo da un paragrafo di manuale.
Che cos'è uno schema (e a che cosa serve)
Uno schema è una rappresentazione ordinata di un testo che mostra la gerarchia delle idee: cosa è più importante, cosa lo sostiene, cosa è un dettaglio. In Italia è il passo tra la lettura e il ripasso, e conta più di quello che sembra. Costruirlo ti obbliga a capire il testo, perché non puoi schematizzare ciò che non hai capito.
Serve a tre cose:
- Capire come è costruito un capitolo, prima di imparare i dettagli.
- Avere una pagina da ripassare invece di dieci da rileggere.
- Allenare il richiamo: con lo schema sotto gli occhi o coperto, ripeti a voce l'argomento.
Non è lo stesso di un riassunto, che è un testo in forma discorsiva (vedi come fare un riassunto), e non è un appunto preso a lezione (vedi tecniche efficaci per prendere appunti). Lo schema parte da un testo già letto e lo riduce alla sua struttura.
Schema lineare, ad albero o a tabella: quale scegliere
Esistono tre forme che funzionano nella maggior parte dei casi. La scelta dipende da come è fatto il contenuto, non dal gusto.
| Tipo | Come appare | Quando usarlo | Esempio di materia |
|---|---|---|---|
| Lineare (a elenco) | Righe con rientri crescenti, numeri o puntini | Il testo segue un ragionamento o una successione | Storia, filosofia, diritto, letteratura |
| Ad albero (a blocchi) | Un titolo con rami che si dividono, da sinistra a destra o dall'alto in basso | Un concetto si divide in categorie e sottocategorie | Biologia, classificazioni, organizzazione di un sistema |
| A tabella | Righe e colonne | Devi confrontare più elementi sugli stessi criteri | Confronto tra teorie, tra leggi, tra periodi |
Alcune regole per scegliere in fretta:
- Se il paragrafo racconta una sequenza di cause e conseguenze, usa lo schema lineare con frecce.
- Se il paragrafo dice "esistono tre tipi di..." e poi li descrive, usa un albero.
- Se il paragrafo mette a confronto due o più cose, usa una tabella. È la forma che si dimentica più spesso e fa risparmiare più tempo.
- Se non sai, parti dal lineare. È il più veloce da scrivere e si può sempre trasformare.
Schema, mappa concettuale o mappa mentale
Sono tre strumenti vicini e vengono spesso confusi. Differiscono per la struttura e per quando conviene usarli.
| Schema | Mappa concettuale | Mappa mentale | |
|---|---|---|---|
| Struttura | Gerarchica e ordinata, si legge dall'alto in basso | Rete di concetti collegati da frasi di relazione ("causa", "è parte di") | Un tema al centro e rami che si aprono |
| Punto di forza | Ordine e rapidità, entra in una pagina | Mostra come i concetti si collegano tra loro | Memoria visiva, idea generale |
| Punto debole | Mostra poco i legami trasversali | Lunga da disegnare | Diventa confusa con molti dettagli |
| Meglio per | Ripasso di un capitolo, testi con ragionamento | Argomenti con molti nessi (scienze, filosofia, economia) | Brainstorming e panoramiche |
Una regola pratica: usa lo schema quando il contenuto ha un ordine, la mappa concettuale quando il valore sta nelle relazioni tra le idee e la mappa mentale quando devi avere un colpo d'occhio su tutto un argomento. Se nello schema ti accorgi di scrivere sempre "vedi sopra" o di tracciare frecce tra rami lontani, è il segnale che ti serve una mappa concettuale. Per quest'ultima c'è il glossario su mappa concettuale e mappa mentale, e il modello mappa concettuale da compilare.
Sette passi per fare uno schema
- Leggi tutto il paragrafo o la sezione prima di scrivere. Se schematizzi mentre leggi, copi tutto e non scegli niente.
- Trova l'idea principale. Di solito è nella prima o nell'ultima frase del paragrafo. Scrivila in alto, in poche parole.
- Cerca i punti che la sostengono. Sono le parti senza cui l'idea principale non regge: definizioni, cause, fasi, categorie. In genere sono tre-cinque per paragrafo.
- Scrivili in forma nominale. "Aumento dei prezzi" invece di "i prezzi sono aumentati a causa di". Meno parole, più colpo d'occhio.
- Aggiungi i dettagli solo se servono all'esame. Date, formule, esempi tipici del docente: un livello sotto, con un rientro. Gli altri lasciali fuori.
- Indica i legami. Frecce per causa ed effetto, un segno per i contrasti, numeri per le fasi. Non servono molti simboli: tre o quattro, sempre gli stessi.
- Controllalo senza il testo. Copri il libro e leggi lo schema: se riesci a spiegare a voce tutto il paragrafo, è fatto bene. Se hai buchi, aggiungi la parola mancante.
Un controllo veloce: uno schema più lungo di un quarto del testo originale è ancora un riassunto mascherato. Taglia.
Esempio svolto: da un paragrafo a tre schemi
Prendiamo un paragrafo di un manuale di economia, scritto per questa guida.
"L'elasticità della domanda misura quanto la quantità richiesta di un bene cambia quando ne cambia il prezzo. Se una piccola variazione di prezzo provoca una grande variazione di quantità, la domanda è elastica; è il caso dei beni sostituibili e di lusso. Se la quantità cambia poco, la domanda è anelastica; è il caso dei beni necessari, come i farmaci salvavita, per i quali non esistono alternative. Per le imprese la conoscenza dell'elasticità è decisiva: con una domanda anelastica un aumento di prezzo aumenta i ricavi, con una domanda elastica li riduce."
Schema lineare:
- Elasticità della domanda: quanto cambia la quantità richiesta se cambia il prezzo
- Domanda elastica: poca variazione di prezzo, molta di quantità
- Beni sostituibili e di lusso
- Se il prezzo sale, i ricavi scendono
- Domanda anelastica: quantità quasi invariata
- Beni necessari senza alternative (farmaci salvavita)
- Se il prezzo sale, i ricavi salgono
- Perché conta: le imprese decidono i prezzi in base all'elasticità
- Domanda elastica: poca variazione di prezzo, molta di quantità
Schema a tabella, più adatto perché il paragrafo confronta due casi:
| Domanda elastica | Domanda anelastica | |
|---|---|---|
| Reazione della quantità | Cambia molto | Cambia poco |
| Tipo di bene | Sostituibili, di lusso | Necessari, senza alternative |
| Se il prezzo sale | Ricavi giù | Ricavi su |
Schema ad albero, utile se il capitolo continua con altre classificazioni: titolo "Elasticità della domanda", due rami (elastica, anelastica), sotto ciascuno tipo di bene e effetto sui ricavi.
Nota cosa è stato scelto e cosa no: il paragrafo ha una definizione, due casi, un perché. Lo schema li ha tenuti tutti e tre e ha lasciato fuori le frasi di raccordo. Per questo paragrafo la tabella è la forma migliore. Se invece il testo fosse una successione di eventi, come in storia, il lineare con frecce andrebbe meglio.
Gli errori più comuni
- Copiare le frasi del libro con qualche parola in meno. È un riassunto, non uno schema.
- Schematizzare troppo presto, senza aver capito. Se non riesci a scrivere l'idea principale, rileggi.
- Uno schema per ogni pagina. Uno schema copre di solito un paragrafo lungo o una sezione, non una pagina.
- Troppi livelli. Oltre tre rientri lo schema diventa illeggibile: se ti servono di più, spezzalo in due.
- Fare lo schema e non usarlo. Il valore è nel ripasso: coprilo, ripeti, controlla. Uno schema solo riletto serve a poco.
- Colori e decorazioni al posto del contenuto. Due colori bastano: uno per i titoli, uno per i collegamenti.
- Dimenticare il contesto. Scrivi in alto la data, il capitolo e il corso, così fra due mesi capisci a cosa si riferisce.
Come ripassare con gli schemi
Un buon schema è utile solo se lo usi. Tre modi, dal più semplice al più efficace:
- Lettura attiva. Leggi lo schema e a ogni riga ti chiedi: "so spiegare questo punto?".
- Copertura. Copri le righe sotto un titolo e ricostruisci a voce cosa c'è. Controlla e segna quello che hai dimenticato. È il richiamo attivo.
- Ricostruzione. Scrivi lo schema da zero senza guardare, poi confrontalo con l'originale. Lento ma efficace per gli argomenti difficili.
Ripeti dopo uno, tre e sette giorni, sempre più a distanza: è la ripetizione dilazionata. Per orientarti nell'insieme delle tecniche c'è la guida al metodo di studio. Per un foglio già impostato puoi usare il modello di appunti a schema, oppure il metodo Cornell se prendi appunti a lezione.
Dove può aiutarti StudyPDF
Farsi gli schemi a mano resta un buon modo per studiare, perché ti costringe a capire. StudyPDF può darti una base da cui partire o un secondo parere, ma non fa lo studio al posto tuo.
Carichi le tue slide, le dispense o le foto delle pagine e puoi creare un riassunto con i punti chiave e i rimandi alle pagine, una mappa concettuale interattiva dell'argomento, flashcard e quiz sul materiale. Ogni punto rimanda alla fonte nel tuo materiale, così controlli che sia giusto.
Un modo che funziona: fai prima lo schema da solo, poi confrontalo con la mappa o il riassunto di StudyPDF e guarda cosa ti è sfuggito. Un altro: parti dal riassunto e riscrivilo a mano come schema. Non farlo al contrario, cioè leggere lo schema generato senza costruirne uno tuo, perché il lavoro che conta è quello.
Limiti: StudyPDF non conosce le domande del tuo docente e la mappa che crea è una struttura generale del materiale, non uno schema su misura per il tuo esame. Il piano gratuito ha un budget settimanale di crediti.
Domande frequenti
Come si fa uno schema per studiare?
Leggi il testo, scrivi l'idea principale in cima, elenca sotto i punti che la sostengono in poche parole e usa rientri per i dettagli. Poi copri lo schema e prova a ripetere a voce l'argomento: se ci riesci, funziona.
Qual è la differenza tra schema e riassunto?
Il riassunto è un testo breve in forma discorsiva. Lo schema è una struttura fatta di parole chiave con rientri, frecce o righe di tabella. Lo schema è più rapido da ripassare, il riassunto va meglio per testi che seguono un ragionamento.
Quando conviene una mappa concettuale invece di uno schema?
Quando il valore dell'argomento sta nei collegamenti tra le idee e non solo nell'ordine. Se ti trovi a disegnare molte frecce tra rami lontani dello schema, passa a una mappa concettuale.
Quanto deve essere lungo uno schema?
Di solito un decimo del testo originale o poco di più. Se supera un quarto del testo originale, è ancora un riassunto con troppe frasi.
Meglio fare gli schemi a mano o al computer?
A mano si ricorda un po' meglio e costringe a sintetizzare. Al computer è più veloce da correggere e da riordinare. Va bene anche un misto: bozza a mano, versione pulita al computer.
Gli schemi funzionano per tutte le materie?
Funzionano bene in materie con testi e concetti (storia, diritto, economia, biologia). In matematica o fisica servono, ma da soli non bastano: contano gli esercizi.
